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Di |15 Ottobre 2019|

De pecunia

Il disordine sistemico che s’era abbattuto sul centro della chiesa cattolica nell’ultimo biennio del pontificato di Benedetto XVI aveva molteplici cause e dimensioni. Mai membri dell’Appartamento avevano rubato e venduto carte del pontefice. Mai una questione teologica apparentemente sottilissima (la precedenza ontologica e cronologica della chiesa universale sulle chiese particolari) aveva avuto conseguenze così gravi come quelle legate ai pedofili presenti nel clero cattolico. Mai la crescente distanza che il papa poneva fra sé e il governo della curia aveva prodotto tanto disdoro. Tant’è che mai, pur potendolo fare senza dover dare spiegazioni,  un papa aveva rinunciato all’ufficio e al ministero petrino.

 

Però anche nel grande disordine di allora, la questione delle finanze vaticane risaltava: e pur facendo del card. Bertone un capro espiatorio reso vulnerabile da una serie di errori infantili, attirò sugli “italiani” un sospetto e un marchio non meritato da tutti allo stesso modo.

 

Sbagliata la diagnosi, la cura non è stata risolutiva: tant’è che la questione de pecunia non si […]