Jemolo, 1969

Di |2018-12-31T02:08:17+01:0031 Dicembre 2018|Sembra scritto oggi|

Un regime totalitario è fonte di infinite tristezze. Quella di vedere l’opera di lento pervertimento che riesce a compiere
anche sugli uomini che più stimavamo. Povera cosa è la nostra ragione, che cede sempre alla spinta del sentimento, sempre disposta a trovare buoni argomenti per giustificare la conclusione cui si desidera arrivare, cui spinge l’istinto, quella grande molla che e l’istinto della felicità […]. Più spesso scaturisce invece l’acidità, il non voler ammettere che ci sono dei coraggiosi, dei puri, che non si limitano ad arrovellarsi, ma agiscono, accettano sacrifici che noi non si accetta; ed allora vengono fuori, e più non cambieranno, quelli che dovunque vogliono vedere la tara, il sudicio, che avranno rancore ed avversione per le più alte figure, quelli come Parri, come Bauer, come Capitini, nella cui vita non c’è un solo neo.

A.C. Jemolo, Anni di prova, a cura di F.Margiotta Broglio, Firenze 1991, pp. 156-162: