Premessa a un documentario su De Gasperi

Di |2019-01-14T17:54:33+01:0014 Gennaio 2019|editoriali|

Cento anni fa, la nascita del Partito Popolare. Il 18 gennaio don Luigi Sturzo promulgava il suo appello ai “Liberi e forti”, l’invito ai cattolici a partecipare nuovamente in modo attivo alla vita politica, per il bene comune, sulla base della dottrina sociale della Chiesa. De Gasperi è stato il primo segretario eletto del PPI, di cui ha condiviso l’ispirazione con l’amico sacerdote. De Gasperi, pluricitato, che pure non appartiene a nessuno, tanto grande ci pare la distanza dalla sua rettitudine e scelta ideale perfino negli ultimo epigoni di quella DC che volle e contribuí a fondare. De Gasperi, ovvero la nascita delle istituzioni del nostro paese dopo vent’anni di dittatura: primo Presidente della Repubblica, primo Presidente del consiglio, padre dell’Europa unita che non vide e che comunque sperava certamente diversa.
Ma un uomo è la sua storia, la sua educazione, la sua famiglia. Un uomo lo si vede nel particolare, nelle piccole cose quotidiane, negli aneddoti perfino, che danno la cifra della sua personalità. Solo un figlio sa riportare al presente l’intera figura umana, che è anche la cifra del politico, dello statista. Maria Romana è la primogenita di Alcide De Gasperi, e ne è sempre stata la confidente, l’assistente, la segretaria, dice lei con umiltà. Ha condiviso i momenti bui, e sono stati parecchi, i successi, le fatiche, le amicizie. Ha ascoltato i suoi racconti, quando camminavano insieme in montagna, l’ha sentito cantare, pregare, ha raccolto le sue ultime parole. L’ha visto stanco, deluso, amareggiato, confortato e sempre sempre aperto con slancio al domani, certo che il suo paese avrebbe avuto la forza, la tensione per riscattarsi.
Ho un figlio universitario che ha scritto la sua tesi triennale sull’operazione Sturzo. L’ho visto rapito e commosso sugli scritti di De Gasperi. Ho compreso rievocandolo dalle mie scarne memorie scolastiche impolverate dalla retorica, che quest’uomo aveva ancora qualcosa da dire, e ai giovani, tanto più se delusi, disillusi, avvelenati dalla politica che abbiamo loro tramandato. De Gasperi invece lo capiscono, lo vorrebbero come maestro, lo seguirebbero. Al di là dei diversi contesti, storici e culturali, al di là delle diverse convinzioni colpisce la tenuta umana, la passione ideale, la tenacia nel seguitare una via che passo dopo passo porti a costruire, a realizzare i sogni della giovinezza. Di liberi e forti ce ne sono ancora. Basta dar loro fiducia e spazio. Bisogna costruire con mattoni nuovi.
Questo il senso e l’origine di un documentario che è ritratto di un uomo e un cristiano. Che per questo è stato un politico memorabile. Uno sguardo alla persona e al reale che Tv2000 custodisce e propone, perchè un buon seme non si disperda.

Monica Mondo