Profondamente offesi. Come uomini, come cittadini, come cristiani.

Proprio così. Profondamente offesi e totalmente impossibilitati a reagire ad armi pari. Ma fa lo stesso. Non abbiamo a nostra disposizione televisioni compiacenti, capaci di impostare per noi un talk show sul tema.

Abbiamo però la nostra rabbia, i nostri pensieri, la nostra cultura, possiamo scrivere, ci piace comunicare e confrontarci e abbiamo una buona dose di convinzioni ben supportate da argomenti semplici con cui intendiamo rispondere. Proveremo a farlo con gli strumenti che abbiamo a disposizione. Carta e penna, computer, cellulari, libri e, tra questi, la Bibbia.

Lo facciamo per far conoscere ai nostri amici, alla rete di persone che conosciamo, di persona o sui social, le ragioni del nostro sentirci rattristati e offesi, la necessita  di rafforzare, proprio ora, i valori irrinunciabili che sentiamo di condividere.

Messaggi fuorvianti

“La pacchia è finita”, i porti sono chiusi. Questo terribile, beffardo messaggio, non era rivolto ai turisti delle crociere, ma, in primo luogo a uomini, donne, piccoli e grandi, in fuga da guerre e da povertà.

Attraversavano un mare tra i cui flutti molti, troppi, hanno trovato la morte. E, nello stesso tempo, si irridevano altri uomini e donne, organizzazioni e volontari che andavano in loro soccorso.

Fa una certa impressione che oggi quella battuta orribile, pronunciata e diffusa sui social da un ministro della Repubblica, sia contornata su facebook da tanti like e da tante faccine ridenti.

Spunti e riflessioni

1. Umani

Le migrazioni che caratterizzano questo momento storico ci hanno messo di fronte più che mai all’esistenza e persistenza sul pianeta Terra di esseri umani in condizioni disumane. Condizioni favorite dalla rapina perpetrata nei secoli e tuttora esistente a carico di persone, territori, sostanze da parte dei più forti verso i più deboli. Condizioni che hanno favorito la creazione di uomini schiavi di altri uomini, di territori depredati, di norme di vita distinte per colore della pelle, per genere, per censo.

L’Occidente nel quale abbiamo vissuto negli ultimi settant’anni, godendo condizioni di pace e benessere mai sperimentati prima ci ha fatto credere di essere giunti in un’era felice. Poi i nuovi strumenti dell’informazione e della comunicazione che ci siamo dati ci hanno reso consapevoli di essere una sparuta minoranza mentre a due passi da noi esistevano condizioni di vita molto diverse dalla nostra.

La consapevolezza accresce il livello di responsabilità.

La diffusione di questi strumenti ha reso contemporaneamente consapevoli intere popolazioni, i poveri, i diseredati, del fatto che la vita può essere vissuta molto meglio di quella offerta dall’ambiente quotidianamente sperimentato. A due passi da loro.

L’elaborazione del pensiero umano aveva intanto raggiunto una sintesi sui principi guida irrinunciabili della convivenza sul pianeta: libertà, uguaglianza e fraternità. Un buon inizio.

Più di una volta abbiamo trovato il modo di definire queste conquiste in uno strumento formale, la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo è quello al quale abitualmente ci richiamiamo per dire chi siamo e come siamo tenuti a convivere:

Art. 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

2. Civili

Abbiamo sentito minacciato il nostro livello di civiltà quando abbiamo sentito venir meno da parte di chi ci rappresenta i principi e i comportamenti basilari della convivenza. Quelli maturati nel corso dei millenni della nostra storia tra progressi e regressi.

La chiusura dei porti, lo sbattere la porta in faccia a chi bussa, l’alzare reti di filo spinato per impedire il passaggio anche a chi chiede soltanto di attraversare la terra in cui abiti per raggiungere terre, parenti, amici che attendono il suo arrivo, ha lasciato dapprima allibiti, increduli molti di noi, italiani ed europei.

Nel contempo si faceva strada la strategia della paura per alimentare il consenso intorno al respingimento delle popolazioni migranti e in favore di chi appariva come il tutore della sicurezza nostra e dei nostri beni.

Un tutore della sicurezza che in realtà rinunciava al suo compito di difendere la nostra incolumità concedendoci di farci giustizia da soli con la detenzione e l’uso di un’arma, riconoscendo la sua incapacità di proteggerci e trovando comodo cavarsela con un chiaro “arrangiatevi!”.

Ma l’opera di salvataggio viene persino criminalizzata con i provvedimenti previsti da chi, in una infantile politica del dispetto, fa della sicurezza un decreto volto a punire chi soccorre i naufraghi e li accoglie in Italia.

Sono queste le misure che minacciano la nostra civiltà, non le politiche di accoglienza. Vale la pena allora richiamarsi ancora alla Costituzione.

Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 10: L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.

3. Cristiani

Il continuo richiamo di Matteo Salvini, Ministro dell’Interno, ai valori cristiani è indisponente.

Chi si sforza, sottolineiamo si sforza, di praticarli nel vivere quotidiano ne ha presenti le difficoltà ed è stomachevole lo scimmiottamento che egli fa di una devozione, il rosario, che in tanti fedeli è invece sincera, fiduciosa, grata, amorevole, mentre il gesto esibito davanti ai fan in campagna elettorale ne manifesta sfacciatamente l’uso strumentale finalizzato all’inganno. Il bacio al crocifisso richiama un bacio più noto narrato dall’Evangelista nel racconto della Passione, quello del traditore.

Le sante scritture sono molto chiare e non lasciano scampo a chi vorrebbe adattarle alle sue personali vili intenzioni e convenienze della parte politica.

La proclamazione della fede cristiana è incompatibile con le politiche dell’odio e del respingimento. Bastano pochissimi richiami:

Il forestiero dimorante  voi lo tratterete come colui che è nato fra a voi; tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio» (Lv 19,34).

Poiché l’Eterno, il vostro Dio, è l’Iddio degli dèi, il Signor dei signori, l’Iddio grande, forte e tremendo, che non ha riguardi personali e non accetta presenti, che fa giustizia allorfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito. Amate dunque lo straniero, poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto. (Dt: 17-19)

Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi….. ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. (Mt 25: 34-36;40)

Ebbene …

Non possiamo starci. Siamo orgogliosi di appartenere a coloro per i quali la parola umanità ha valore, la parola civiltà ne segna le conquiste più alte nel campo della convivenza, la parola cristiani sottolinea l’ideale che ha profondamente segnato l’umanità col comandamento dell’Amore “ama il Prossimo tuo come te stesso”. Questo ci fa dire a chi ci governa nel nome del popolo italiano “non in nome nostro”, perché queste decisioni e queste azioni ci fanno solo vergognare. Esse non sono né umane, né civili, né, ad onta dei simboli esibiti, cristiane. e, tantomeno italiane.

Vincenzo Zacchiroli, Corrado Fini, Piero Parenti, Silvana Vanti, Riccardo Suzzi, Fabrizio Castellari, Valeria Tinti, Rossana Ventura, Rita Mascagna

Renzo Baroni, Nadia Sabbatini, Cristina Bignardi, Mauro Scalorbi, Giovanni Papaleo, Mauro Berti, Marisa Brini, Claudia Sermasi, Angela Bresciani,  Andrea e Anna Solmi, Gabriella Strazzari, Valeria Frontini,  Mario Fracca, Lorenzo Bellotti, Nadia Assueri, Anna Rita Silvestri, Marco e Nadia Domenichelli, Marisa Brini.